Sui Monti Dauni, una ‘fortezza’ per le donne

Sui Monti Dauni, una ‘fortezza’ per le donne

E’ il Centro Antiviolenza di Lucera, punto di raccordo per 14 comuni del Subappennino
Le iniziative per prevenire e contrastare ogni genere di sopruso. Le prerogative: accoglienza, sostegno psicologico e consulenze

Visi smarriti, mani che tremano ed occhi impauriti: ogni giorno è questo che si trovano di fronte, e a questo cercano di porre rimedio. Sono gli angeli rosa del ‘Centro Antiviolenza sulle donne’ che da aprile ha aperto i propri battenti a Lucera, diventando punto di raccordo di tutto l’ambito del Subappennino dauno settentrionale. Quello di Lucera è solo l’ultimo dei centri antiviolenza in Puglia, coordinato dall’associazione ‘Osservatorio Giulia e Rossella’”.
“Abbiamo cominciato ventidue anni fa – afferma la dott.ssa Laura Pasquino, coordinatrice dell’associazione – fondando i primi centri antiviolenza in Puglia, tra i quali Barletta, Canosa di Puglia e Manfredonia”.
La collaborazione con la cittadina federiciana nasce da una convenzione con la Regione Puglia che, grazie a sostegni economici, ha permesso di istituire un nuovo centro antiviolenza per una zona tanto ampia, quanto sprovvista, quella dei Monti Dauni: quattordici, infatti, sono i comuni che rientrano nell’ambito territoriale, ossia Lucera, Volturino, Alberona, Motta Montecorvino, Biccari, Roseto Valfortore, Volturara Appula, San Marco La Catola, Celenza Valfortore, Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Carlantino, Pietramontecorvino.
Il programma antiviolenza è rivolto a tutta la cittadinanza lucerina e a quella dei Monti Dauni Settentrionali. Le iniziative proposte nascono per prevenire e contrastare ogni genere di violenza, per fornire un valido sostegno alle vittime e per promuovere la libertà e l’autodeterminazione delle donne.
Tra le prerogative: ascolto telefonico e reperibilità h/24, accoglienza, sostegno psicologico, orientamento, accompagnamento al lavoro e consulenza legale.
“Ma non ci fermiamo qui – continua la Pasquino – siamo costantemente a lavoro per coinvolgere il maggior numero di persone possibile nel nostro progetto: la nostra nuova creatura è un corso di formazione che coinvolge i servizi sociali e le scuole in interventi volti ad alternare, come è nostra abitudine, contrasto e sensibilizzazione alla violenza sulle donne”.
Con le dita incrociate e la luce dell’entusiasmo negli occhi Laura Pasquino racconta anche di un altro progetto in cantiere: incrementare la sensibilizzazione nelle scuole, attraverso un bando della Regione Puglia che prevede una maggiore e migliore articolazione delle azioni di prevenzione, potenziamento del numero di incontri, appuntamenti in ciascuno dei quattordici comuni del distretto ed individuazione di interventi mirati.
“Stiamo ricevendo ottimi riscontri nella popolazione, sia tra le donne, che si fidano sempre più di noi – conclude la dott.ssa Pasquino – sia tra i servizi sociali, le forze dell’ordine e le realtà locali, che ci stanno aiutando tanto nella creazione di una rete unica, che riduca i rischi per le donne che si rivolgono a noi”. E da aprile sono ben quindici le utenti giunte al presidio di via Aldo Moro da tutti i comuni del comprensorio.
Preferiscono recarsi lì, non essere raggiunte dagli specialisti nel luogo da cui denunciano, forse perché nel Centro si sentono al sicuro, in una fortezza che le separa e difende dalle brutture che sono state costrette a subire. A volte sono solo donne che hanno bisogno di sfogarsi, di parlare, di cercare un aiuto psicologico o un consiglio legale; a volte sono donne che chiedono un sostegno materiale; altre ancora, donne che cercano di ricominciare.
Leonarda Girardi

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n. 10 / Dicembre 2017

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