Foggia Smart City

Foggia Smart City

Come può cambiare la città, senza aspettare domani
Progetti di riqualificazione urbana del piano “Da periferia a periferia”

Questa volta non servirà la DeLorean per vedere la città del futuro, al Governo piacendo. Con un sì potrebbe sbloccare progetti che prevedono tempi massimi di realizzazione di 18 mesi. Nel giro di un anno e mezzo Foggia diventerebbe più smart, espressione decisamente cool, forse un tantino abusata e riproposta ciclicamente. L’applicazione del concetto rende meglio l’idea. La prototipizzazione di un modello integrato di intervento per la riqualificazione urbana delle aree degradate del programma “Da periferia a periferia” non è neppure troppo avveniristica quanto piuttosto improntata a criteri pratici. Gli interventi sono concepiti per fare massa critica e aggredire il degrado sociale e urbano, con una forza centripeta. La fetta più cospicua nella ripartizione finanziaria è destinata all’ambito ferrovia: il 39 percento della somma preventivata. Il Comune di Foggia, rispondendo al “bando pubblico nazionale per la predisposizione del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”, punta al banco:  il finanziamento massimo è di 18 milioni, il pacchetto costa 28 milioni di euro. I privati mettono la differenza insieme all’A.R.C.A. Capitanata e al credito sportivo. Da mesi, l’assessore all’Urbanistica Francesco D’Emilio era al lavoro insieme all’Area Tecnica e al suo dirigente Paolo Affatato per proporre una candidatura convincente.  “Abbiamo dato seguito a quella che era la programmazione strategica, all’input del sindaco Franco Landella - dice Ciccio D’Emilio confidando ora nello Stato - Speriamo che il Ministero dia retta a questa città perché nel degrado si annida la criminalità. Rivitalizzando quartieri marginalizzati avrà uno smacco. E non c’è ulteriore consumo di suolo”.
Indipendentemente dall’esito della valutazione delle proposte, ci sono spese interamente coperte dai soggetti che hanno presentato una manifestazione d’interesse. Il mercato specializzato dei fiori all’ingresso del cimitero comunale, l’impianto sportivo al Candelaro-Croci nord con annesso parcheggio, il recupero e la gestione del Teatro Mediterraneo (cofinanziati dal Comune per 300mila euro), il Parco della cultura e dello sport e la riqualificazione del campo degli Ulivi hanno già una dotazione virtuale di oltre 3 milioni di euro. L’ex IACP finanzia la rifunzionalizzazione e l’adeguamento strutturale del centro sociale polivalente al Rione Preti e per oltre tre milioni la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica a sostegno del disagio abitativo. La piscina comunale di via Mazzei mai nata, oggi un gigantesco fossato dove sono cresciuti anche gli alberi, sarà realizzata accedendo al credito sportivo che consente l’attivazione di mutui agevolati.
A fine novembre arriverà la sentenza da Roma.
Nel dossier, al capitolo “Economia urbana” c’è la rifunzionalizzazione delle aree mercatali dei quartieri Candelaro e Cep nello spirito che anima anche il Piano Urbanistico Generale e il Documento di Rigenerazione Urbana. Per riempire le aree adiacenti al nuovo terminal bus di via Manfredi, l’amministrazione comunale ha pensato allo Slow Park, un’area mercatale dedicata ai piccoli eventi fieristici, alla vendita di prodotti a chilometro zero, alla promozione dei prodotti locali. Sarà aperto solo alle bici per favorire la mobilità sostenibile in un’area di scambio ferro-gomma. Il progetto agisce su un’area a forte criticità sociale. Il Comune sceglie di indirizzare la quota maggiore degli investimenti sulla “Qualità urbana”. Nella categoria, rientrano piscina e Teatro Mediterraneo che saranno restituiti alla città dopo una vita di abbandono. La tavola che ricostruisce virtualmente la struttura polifunzionale di quartiere che sostituisce il rudere dell’ex scuola Manzoni è sorprendente. Qui servono oltre tre milioni di euro e senza i fondi statali non se ne fa niente. Nell’ex circoscrizione Cep e all’ex Annona, per la prima volta, il Comune potrebbe dotarsi di alloggi temporanei: accanto ai locali della Protezione Civile ci saranno appartamenti per le emergenze, delle vere e proprie foresterie da usare in caso di bisogno. Cambia anche la mobilità: un sistema di rotatorie tra Piazza Cavour, Via Galliani e Corso Roma dovrebbe snellire il traffico e sarà incentivato l’uso delle biciclette con le piste ciclabili da via Obertj a viale Europa passando per il centro. Tramonta, invece, almeno per il momento, l’idea del teatro tenda all’interno del quartiere fieristico, insieme al mercato generale ortofrutticolo. Se pure la metà dei progetti andassero in porto, prima della scadenza del mandato, il sindaco Franco Landella farebbe pure in tempo a tagliare una serie di nastri. Fuori dal pacchetto ci sono altri cambia-menti in atto: il bando del Pug (il Piano Urbanistico Generale) è quasi pronto, il secondo casello deve essere soltanto scartato, il terminal bus già funziona e non resta che inaugurarlo e farlo andare a regime, il parco urbano archeologico del progetto Campi Diomedei è già stato recintato e a breve dovrebbero partire i lavori. Di questo passo, la prossima generazione, e non nipoti e pronipoti, vedrà un’altra città, senza aspettare il domani.

a cura di Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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