Il ‘racconto’ dentro un calice di vino

Il ‘racconto’ dentro un calice di vino

“Cantina La Marchesa”, a Lucera: alle radici del nostro territorio
Dieci anni fa l’inizio dell’avventura: la sfida (vinta) di Marika e Sergio

Il vino come un racconto. Una storia d’amore che affonda le radici nel terreno e spiega le sue ali al sole. Un racconto che parla di tradizione, dedizione e sacrificio. C’è tutto un mondo dentro un calice di vino. “C’è la storia di chi lo produce, che rappresenta un sigillo speciale”, spiega Marika Maggi che, insieme al marito Sergio Grasso, ha avviato il progetto ‘Cantina La Marchesa’, a Lucera. “In un calice di vino si trova il racconto di un anno di lavoro: 365 giorni di sole o di pioggia, l’impegno della vigna, la dedizione per la trasformazione del prodotto e i sentimenti di chi lo produce”.

Un progetto che nasce nel 2006, frutto di una passione comune tra Marika, già sommelier professionista, e Sergio, viticoltore, oggi suo marito. “Ci aveva unito sin da subito la passione per il vino e insieme abbiamo voluto dare vita ad una nuova avventura”. Ovvero, una cantina che puntasse tutto sulle radici del territorio e che potesse fare dell’artigianalità del lavoro il suo punto di forza. “Per noi è fondamentale il rispetto della manualità: quello che fa la mano dell’uomo non riesce a fare la macchina. Ad oggi abbiamo 14 ettari vitati a circa 300 metri dall’azienda: questo vuol dire che dal taglio dei tralci alla lavorazione in cantina trascorre pochissimo tempo, per mantenere inalterata la grande concentrazione di sapori e aromi”, continua Marika Maggi.

Cantina La Marchesa produce vini da vitigni autoctoni: Nero di Troia, Montepulciano, Bombino Bianco, Fiano Pugliese e Falanghina. “Siamo partiti 10 anni fa con tre etichette: bianco “Il Quadrello”, rosato “Il Melograno” e rosso “Donna Cecilia”. Poi abbiamo concentrato la nostra sfida sui vini rosati, che rappresentano il nostro tratto distintivo”, continua Marika Maggi. Per far affermare un territorio, quindi, bisogna tornare alle origini. “Devi raccontare da dove sei partito. Per questo insistiamo sulla valorizzazione del vino rosato, in passato tanto bistrattato; in realtà parliamo di un prodotto molto sofisticato, più complesso di un vino rosso e che si presta a tantissimi abbinamenti”. A queste prime tipologie di vino, si sono aggiunte, con il passare degli anni, una piccola produzione di Nero di Troia il “Nerone”, una bottiglia importante grazie all’affinamento in barrique di rovere francese, il “Cacc’è mmitte”, unica Doc di Lucera, ma reinterpretata secondo la filosofia “Cantina La Marchesa” e infine “Il Capriccio della Marchesa”, un Fiano in purezza fermentato in barrique. “Un prodotto molto particolare, un vino bianco complesso, strutturato, profondo, dallo stile molto francese”.

Una sfida ai palati nella quale Marika e Sergio si sono lanciati a capofitto. “E’ un lavoro stimolante; occupandomi soprattutto della commercializzazione dei prodotti sono portata a viaggiare molto e a scoprire la ricchezza di questo mondo”.
Ultimo viaggio, ma solo in ordine di tempo, è stata la tappa al Vinitaly, prestigioso palcoscenico dove confrontarsi con il meglio dell’enologia nazionale e internazionale. “Siamo al nostro sesto Vinitaly: in questi anni la Puglia si è conquistata una fetta di mercato importante, e anche i vini di Capitanata iniziano ad emergere. Noi siamo molto apprezzati per il nostro rosato ’Il Melograno’, che trascina molti produttori”.

Insomma, per la ‘Cantina La Marchesa’, la produzione di vino è come processo artigianale, un lavoro di cesello per un’opera irripetibile. “Mi piace collegare sempre il vino a differenti forme d’arte”, puntualizza ancora Marika Maggi. “Per il lancio de ‘Il Capriccio’, ad esempio, insieme a Valentina Italiani, una cara amica creativa ed esperta di moda, abbiamo lanciato un cofanetto speciale: ad ogni bottiglia di vino era abbinata una collana, creazione artistica unica in pietre naturali. Un progetto che è nato da uno scatto fotografico di Claudio Brufola, esposto in una mostra ad Eataly, a Roma, che Arianna Greco, pittrice salentina,­ ha trasformato in dipinto. Dopotutto, il mondo del vino, oggi, è sempre più donna”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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