Affilate i rasoi: arrivano le “barbieresse”

Affilate i rasoi: arrivano le “barbieresse”

Il salone di un barbiere è sempre stata una zona off limits per le donne. Ma le cose stanno per cambiare: a Bovino è infatti attivo un corso di rasatura tutto al femminile, per sole “barbieresse”. Il corso è un evento unico nel suo genere nel panorama mondiale ed è tutto Made in Italy, anzi Made in Bovino, ad opera della Barber Shop Scapicchio. Quella degli Scapicchio (in foto) è tra le famiglie di barbieri più antiche al mondo e dal 1820 e per ben cinque generazioni si tramanda questo mestiere fatto di pennelli, schiuma e rasoi. Ma non solo in Italia: gli antenati degli Scapicchio hanno acconciato per anni baffi, barbe e capelli americani, a Chicago, per poi tornare nel proprio borgo dauno di appena 4000 anime, creando uno dei templi della barberia italiana, rinomato e conosciuto in tutta la provincia.

Anche quest’anno, gli artisti delle barbe metteranno a disposizione delle allieve la propria maestria in un campo fino ad ora totalmente maschile, per formare vere e proprie professioniste nella rasatura di barba old style. Prima fu Sarah Daniel Hamizi, unico barbiere donna di Parigi che, con il suo La Barbière de Paris, è ormai considerata una guru: politici e uomini d’affari prenotano con settimane di anticipo pur di farsi tagliare barba o baffi da lei. Ma ad oggi, da Londra a Bologna, sempre più sono le ragazze che hanno intuito che il futuro per la barba è donna. In Italia ci sono due donne affermatesi in questo campo.

Rachele Maia, 35 anni, ha tre negozi a Cremona ed ha allargato il business creando una linea di prodotti tutta sua e scrivendo diversi libri sull’argomento. Insieme a lei, Simona Fabbri, di Sasso Marcone, alunna della migliore scuola di Lione in questo ramo, ma formatasi al seguito dei più qualificati professionisti di Bologna. “C’è chi lo fa perché rivendica un universo senza pregiudizi - racconta Luigi Scapicchio, organizzatore del corso - chi perché vuole coccolare il viso del proprio cliente così come una mamma si prenderebbe cura di suo figlio, chi perché adora la coreografia di quelle mani su un viso”. Ad accogliere le aspiranti barbieresse ci sarà ancora una volta Luigi, suo padre Enzo, suo fratello Sergio e sua moglie Pina, prima barbiere donna bovinese. Per lei, diventare barbieressa è stata l’occasione di una seconda vita: “Ho sempre fatto la mamma – spiega Pina – ma questo mestiere mi affascina da anni: spesso gli uomini sdrammatizzano e dicono che si fanno fare la barba volentieri, ma poi scherzosamente affermano “basta che non ci sia la lama”; io non me la prendo, taglio con precisione e rifinisco l’opera con la cera”.

Insomma, fervono i preparativi: lo staff familiare al completo è pronto per insegnare alle corsiste con precisione, professionalità e sensibilità quel metodo che viene tramandato da generazioni, quel trattamento di bellezza della durata di 50 minuti in cui si alternano panni caldi e freddi ed esclusivamente rasoi antichi a mano libera. E chissà cosa ne penseranno i futuri clienti di queste neo barbieresse, fresche di insegnamenti: sicuramente ci sarà diffidenza tra di loro o curiosità o entrambe le cose, ma dopo i primi colpi di rasoio dati con delicatezza e maestria, ogni dubbio svanirà, per lasciare il posto alla soddisfazione e all’ammirazione nel constatare come il farsi fare la barba da una donna sia una delle cose più belle del mondo.

Leonarda Girardi

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n. 10 / Dicembre 2017

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