Verso la Consulta comunale  per le Pari Opportunità

Verso la Consulta comunale per le Pari Opportunità

La consigliera di Parità è l’unica donna (e la più giovane) in Consiglio
Ilaria Mari: “Se enti e associazioni avessero risposto sarebbe già attiva”

Aveva mostrato le unghie e il temperamento da rossa quando la tirarono in mezzo per la composizione della Giunta. Oggi in quota a Forza Italia, Ilaria Mari fu la più suffragata del Nuovo Centro Destra, il partito dell’attuale vicesindaco Erminia Roberto. E da quando Gabriella Grilli ha perso la poltrona perché dopo la Giunta non si torna indietro, loro sono rimaste le sole elette. L’unica donna senza carica assessorile è stata nominata consigliera di parità. E già a novembre ha dovuto fare i conti con qualche critica ingenerosa alla corsa contro la violenza sulle donne. Eppure allora era riuscita, da giovanissima qual è - ha 27 anni - a coinvolgere un target difficile da intercettare: i ragazzi e le ragazze. È soprattutto a quel mondo che fieramente rappresenta che intende dare voce, e lo ha fatto anche nell’auditorium della Biblioteca Provinciale nella riunione congiunta di Consiglio comunale e provinciale per salvare la Magna Capitana. A lei il compito di traghettare la Consulta per le Pari Opportunità del Comune di Foggia, pronta a nascere.

Da luglio ha assunto la delega alle Pari Opportunità. Cosa comporta questo incarico, come può agire la responsabile alle Pari Opportunità?
Credo che il compito precipuo della responsabile alle pari opportunità sia quello di sensibilizzare e svolgere attività di sensibilizzazione: l’azione deve essere diretta a rimuovere gli ostacoli – presenti in qualsiasi campo, sia esso economico, sociale, politico - relativi al genere, alla religione, alla razza, all’età, alle convinzioni personali. Per rimuovere un ostacolo-problema è necessario che ci sia la consapevolezza e la coscienza dell’esistenza di tale problema: ecco l’importanza della sensibilizzazione.

Finora quali iniziative ha promosso e quali sono in cantiere? E cosa serve alla città in termini di Pari Opportunità? Il Comune costituirà la Consulta comunale per la Parità e le Pari Opportunità? (Nella passata consiliatura era prevista)
In questi mesi, con l’ottima collaborazione del Rup (Responsabile unico del procedimento, ndr) delle pari opportunità, ho organizzato e programmato l’attività futura, concentrando l’attenzione sulla Consulta, elemento fondamentale della materia: se ci fosse stata risposta, nei tempi previsti, da parte di tutti gli enti e le associazioni coinvolte, oggi sarebbe già attiva e potremmo già essere a lavoro. La Consulta è lo strumento fondamentale per affrontare i problemi legati alle pari opportunità, per cercare soluzioni ottimali e per promuoverle, poiché consente un confronto ed un lavoro continuo ed assiduo tra istituzioni, enti pubblici ed associazioni, in moltissimi campi. Nelle passate consiliature erano previste, ma furono istituite per tempi brevissimi e a fine mandato.  A prescindere dalla ‘programmazione’, dal 25 al 30 novembre 2015, in maniera trasversale e coinvolgendo tutta l’Amministrazione comunale, Foggia si è ‘colorata di rosso’: per sei giorni, un convegno, una corsa cittadina, le fontane rosse, i banner posti su Palazzo di città e allo stadio, locandine nelle attività commerciali hanno fatto in modo che anche i cittadini foggiani fossero a conoscenza del 25 novembre - la giornata mondiale contro la violenza sulle donne - e si chiedessero perché ci fosse tale giornata, scoprendo, magari, che la prima causa di morte non è l’Hiv o la malattia in generale, ma il femminicidio.

Ha incontrato associazioni, ha avuto modo di confrontarsi con le realtà al femminile?
Certo, mi sono confrontata con varie associazioni e con la realtà femminile: ho avuto il piacere di partecipare ad alcuni tavoli tecnici, organizzati dalla Consigliera di parità della provincia di Foggia, ove ci si è soffermati, in particolar modo, sulla condizione della donna nell’ambito lavorativo.

Lei è la più giovane in Consiglio, oggi l’unica donna tra i banchi, Giunta a parte. Quanto è difficile a queste condizioni? Quanto conta per lei la parità di genere in politica?
Non solo “donna”, ma “giovane donna”: leggevo, inizialmente, lo stupore negli occhi di alcuni miei colleghi durante i miei interventi in Consiglio Comunale – come se fossero eventi straordinari (nel vero senso della parola, “fuori dall’ordinario”) - o, semplicemente, quando mi confrontavo con loro. Tuttavia, non condivido assolutamente qualsiasi intervento a favore delle donne per garantire la parità di genere in politica, quote rosa o doppia preferenza, per esempio: questi espedienti confermano e rafforzano la concezione maschilista e l’agevolano. La confermano perché, implicitamente, ammettono che le donne hanno bisogno di una “corsia preferenziale” per far politica. La rafforzano perché, amministrative foggiane 2014 docet, diventano lo strumento per aumentare le preferenze degli uomini: l’uomo è sempre “in coppia” con due o tre donne. Ovviamente, bisogna decidere che tipo di donne si vuol essere, perché molto dipende da noi: parafrasando la mia esperienza politica – e non solo la mia, anche quella di Lia Azzarone o di Rosa Barone-, non abbiamo bisogno di interventi legislativi per essere elette e per dimostrare ciò che siamo, anzi. In fondo, è bello essere sottovalutate: rende più divertente la sorpresa finale.

DA MONTECITORIO A VIA CAPRUZZI
Parità di genere in Consiglio regionale: non si fa alla romana
La rivincita del Comitato 50/50: “Questo Governo ha superato l’ostruzionismo”

Il risarcimento alle pugliesi del 50 e 50 è arrivato da Montecitorio. Tanto veleno, per poi vedersi riconosciuto l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali dalla Camera, dopo l’approvazione del Senato. Calato dall’alto, e nemmeno alla romana considerate le percentuali. Le donne che avevano promosso la proposta di legge di iniziativa popolare se la sono legata al dito non una ma due volte: nel lontano 2012 e il 26 febbraio 2015. Uno schiaffo a due mani. Il 3 febbraio scorso giustizia è stata fatta: doppia preferenza e i candidati dello stesso sesso in una lista non possono superare il 60 percento.  A spiegare cosa cambi rispetto alla parità in salsa pugliese è Maria Elena Ritrovato la portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche di Capitanata: “Differisce nelle proporzioni: noi chiedevamo il 50 e 50, invece quella approvata fissa il 60 e 40. La doppia preferenza è identica. Abbiamo perso un’occasione. Ci abbiamo provato in tutti i modi e non è servito. Questo Governo ha superato l’ostruzionismo dei Consigli regionali. Ora la legge va applicata, non c’è discussione. Alle prossime regionali le regole saranno diverse ed anche il panorama”.

Ciascuna Regione ora deve prendere atto della modifica in via definitiva all’articolo 4 della legge numero 165 del 2 luglio 2014 in materia di accesso alle candidature per le elezioni dei consigli regionali. “La Regione Puglia deve metterla all’ordine del giorno per recepirla - chiarisce un’altra battagliera, la Presidente del Comitato Pari Opportunità della Regione Puglia, Rosa Cicolella - Le Regioni sono autonome rispetto a queste cose, ma certamente non possono non tenerla in considerazione. Si tratta di vedere quale sarà la tempistica. Peraltro il Governatore aveva preso questo impegno: la legge elettorale sarebbe stata la prima cosa proprio per far rientrare la proposta 50 e 50 che era stata bocciata. Un bel passo avanti, non c’è che dire, anche perché il 50 e 50 qualcuno lo aveva già previsto nella tornata elettorale ma non è tanto quello il problema quanto l’eleggibilità. È un peccato, poteva essere una straordinaria occasione farlo prima con la proposta di legge”.  La Coordinatrice di turno della Conferenza delle Presidenti degli Organismi di Pari Opportunità Regionali, Roberta Mori, Presidente della Commissione per la Parità e i Diritti delle Persone dell’Emilia Romagna, il giorno stesso ha fatto sapere che avrebbe scritto al presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome Stefano Bonaccini, affinché si impegnasse a promuovere l’immediato recepimento della legge da parte delle Regioni. E stavolta non si scappa.

Mariangela Mariani


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n. 10 / Dicembre 2017

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