La paladina foggiana del Made in Italy

La paladina foggiana del Made in Italy

Il Parlamento Donna, intervista all’ on. Colomba Mongiello
La deputata sui temi più spinosi: trivellazioni, Gino Lisa, sicurezza

I conterranei li invocano senza nemmeno nominarli, indipendentemente dal colore. Parlamentari di Capitanata: un marchio identitario. Sono sei, e in mezzo a loro c’è una sola donna, Colomba Mongiello, deputato in quota al Partito Democratico. È in Parlamento da dieci anni, per due legislature in Senato, dal 2013 alla Camera, nella Commissione Agricoltura. Una donna tutta d’un pezzo, apprezzata per la sua semplicità e schiettezza. Soldatessa del PD, paladina del Made in Italy, il suo nome è indissolubilmente legato all’origine in etichetta, alla guerra alla contraffazione e all’olio d’oliva. Scegliamo di guardare con gli occhi di una donna attraverso lo spioncino di Montecitorio, ma anche di Palazzo Chigi, e non si sottrae ai temi più spinosi sull’asse Foggia-Roma.

Quale ritiene sia il livello di attenzione verso la provincia di Foggia e quanto deputati e senatori della provincia di Foggia hanno saputo fare squadra? Quali risultati ritenete raggiunti finora nell’interesse della Capitanata? La premessa, doverosa e necessaria, è che il Parlamento si occupa dell’Italia, non dei singoli territori. Ogni attività, di governo e legislativa, ha come riferimento il Paese. Salvo casi eccezionali ed emergenziali, ad esempio la terribile alluvione che colpì il Gargano e altre zone della provincia di Foggia affrontata dal Governo con prontezza ed efficacia anche grazie all’incisiva azione di tutti i parlamentari della Capitanata. Il nostro territorio ha beneficiato, come gli altri, della positiva azione del Governo Renzi. Se guardo al mio settore di attività, l’agroalimentare, ho ottenuto l’approvazione del Piano Olivicolo Nazionale, sollecitato da tutte le organizzazioni di rappresentanza della filiera olivicola, che incentiverà la produzione e la qualità del prodotto; anche di quello foggiano. Stessa cosa vale per i produttori di agrumi grazie all’innalzamento della percentuale di succo di frutta nelle aranciate e limonate distribuite in Italia. In più, gli aranceti garganici otterranno un sostegno particolare a tutela dell’eccellenza produttiva. In ciascuno di questi casi, e in molti altri, ho sperimentato positivamente la sinergia istituzionale con i parlamentari foggiani e pugliesi.

Il caso dell’autorizzazione alla Petroceltic: qual è il suo giudizio rispetto alla concessione da parte del Mise. Cos’è accaduto davvero? E, al momento del voto della Legge di Stabilità, ritenevate garantite le richieste referendarie delle Regioni che avevano proposto la consultazione popolare sulle trivellazioni? E’ accaduto che il ministro Guidi abbia rilasciato un’autorizzazione formalmente legittima, ma politicamente inopportuna, ad effettuare indagini geologiche ben oltre il limite delle 12 miglia dalla costa molisana, pugliese e tremitese. Ai più è sembrato che il Governo avesse raggirato il Parlamento che, con la Legge di Stabilità, aveva appena varato norme giudicate, dalla Corte di Cassazione, idonee a superare i quesiti referendari. Tutti tranne quello relativo alla durata della concessione, su cui si pronuncerà la Corte Costituzionale. Nessun raggiro, ma un adempimento tecnico apparentemente contraddittorio con la volontà del legislatore. I parlamentari pugliesi del PD hanno formalmente chiesto al Governo di revocare quell’autorizzazione.

Gli equilibri tra Governo e Regione Puglia potrebbero risentire dei rapporti tra il Premier e il governatore pugliese, in un’eventuale prova di forza, come se le partite da giocare tra Bari e Roma fossero terreno di scontro per un congresso di partito? (questo, peraltro, sembra trasparire nella vicenda delle trivellazioni) La dialettica politica tra Renzi e Emiliano non ha prodotto alcuna conseguenza negativa per la Puglia. Il presidente della Regione fa bene a rappresentare gli interessi del territorio che amministra, come il presidente del Consiglio fa bene a promuovere tutto ciò che serve all’Italia. Evidente che possano insorgere conflitti, determinati dalla diversa sfera delle competenze di ciascuno dei due, ma posso serenamente affermare che la mediazione svolta dai parlamentari, soprattutto da quelli del PD, ha evitato la deflagrazione di quegli stessi conflitti. E la vicenda delle trivellazioni in Adriatico ne è la prova.

Il problema sicurezza a Foggia come nel resto della provincia di Foggia. Siete stati più volte interpellati. Il Governo, a più riprese, ha garantito l’aumento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, specie in occasione dell’anno giubilare. Ma la loro presenza resta inferiore alle aspettative. Quanto è stato fatto davvero da Roma per la sicurezza in Capitanata? Il tema della sicurezza è decisivo. Il Governo e la maggioranza che lo sostiene hanno deciso di investire risorse finanziarie per uomini e mezzi dell’apparato di sicurezza, invertendo il trend avviato dal Governo Berlusconi e dal centrodestra. In occasione del Giubileo sono state inserite in organico 700 unità, alcune delle quali destinate a San Giovanni Rotondo. So benissimo che gli organici sono sottodimensionati in Capitanata, come nel resto d’Italia, e la nostra pressione politica sul Ministero dell’Interno è costante. La consapevolezza dei limiti di bilancio, però, non deve mai venir meno; per questo il Governo Renzi ha deciso di tornare ad investire nei presidi elettronici di sicurezza per il controllo del territorio, così da concentrare le risorse umane alle attività di investigazione e di contrasto dell’illegalità.

Il Gino Lisa: il ministro dei Trasporti Graziano Delrio arrivato sul Gargano è stato tranchant sull’aeroporto (“ogni città non può averne uno”). Quante possibilità ha, secondo lei, di rientrare nel Piano degli scali di interesse nazionale? Il ministro delle Infrastrutture non ha preconcetti o pregiudizi sull’aeroporto di Foggia o sul porto di Manfredonia. Piuttosto pone questioni serie che non si possono svilire con semplificazioni o polemiche strumentali. La procedura per il potenziamento dell’aeroporto Gino Lisa è seguita dal Ministero delle Infrastrutture; resta, però, la consapevolezza delle difficoltà da affrontare per raggiungere i livelli di utenza necessari a garantire l’economicità dell’attività. Il porto Alti Fondali di Manfredonia non è stato affondato da Delrio, ma dall’inerzia della gestione commissariale. Il ministro non ha manifestato alcuna preclusione, ma una condivisibile valutazione: non si possono investire ulteriori risorse senza un chiarimento sulla governance, che deriverà dall’istituzione di una o due Autorità portuali regionali, e senza un’analisi delle prospettive di sviluppo dell’intero sistema portuale pugliese.

In estate sarà operativo il Centro Servizi del Distretto Agroalimentare del Tavoliere a Foggia. Quanto può contare a livello nazionale? Si può ripensare all’Authority per la sicurezza alimentare a Foggia? Il CSDAT è un ottimo investimento, perché l’agricoltura foggiana e italiana ha bisogno di ricerca per migliorare se stessa e competere nel mercato globale, e Foggia guadagnerà prestigio e attenzione, nazionale e internazionale. Personalmente non ho mai smesso di cercare una strada istituzionale utile a rimettere all’ordine del giorno l’istituzione dell’Autorità per la sicurezza alimentare e la sua attivazione a Foggia; ma è oggettivamente difficile che ciò si realizzi. Purtroppo credo che il treno sia stato perso quando il PdL cedette alle pressioni della Lega che, non potendola ottenere per il Veneto, ne decretò la cancellazione.

In occasione della firma del protocollo d’intesa fra Ministero delle politiche agricole e Intesa Sanpaolo il Premier, annunciando che nei prossimi 3 anni verranno stanziati 6 miliardi di credito dedicati all’agroalimentare, ha fatto un consuntivo dei provvedimenti fin qui adottati in materia agricola. Quali ricadute hanno e avranno sul nostro territorio? Tutte le ricadute che il mondo agricolo vorrà e saprà cogliere. Quei soldi sono destinati alle imprese, alle organizzazioni di prodotto, ai consorzi, alle cooperative per innovare le tecniche colturali e le reti commerciali, per riconvertire produzioni ormai inadatte al mercato e investire nella qualità e nelle certificazioni, per incrementare i livelli occupazionali e l’efficienza organizzativa. Direttamente, con il taglio dell’IMU e dell’IRAP, ed indirettamente, con i fondi statali e l’accordo con Intesa San Paolo, il Governo ha messo a disposizione del mondo agricolo un plafond finanziario che non ha paragoni con il recente passato. Ora bisogna avere idee e coraggio per venire definitivamente fuori dall’economia agricola del secolo scorso ed entrare in quella del nostro tempo. Abbiamo l’opportunità di globalizzare il cibo Made in Italy; dobbiamo coglierla.

DENTRO IL PALAZZO

Un bel sì o un bel no

L’espressione in dialetto foggiano rende meglio, e non è neanche così greve. Per quanto siano rassicuranti le pillole indorate e le circonlocuzioni che possono prestarsi a diverse interpretazioni, l’inequivocabile è catartico. Che poi non è detto che ci si metta l’anima in pace con un no. Un ministro della Repubblica, per una buona volta, ha sputato il rospo: “Gli aeroporti non devono essere diffusi sul territorio, ogni città non può averne uno, i bacini di utenza per ora non danno grandi speranze all’aeroporto di Foggia. Bisogna potenziare il sistema ferroviario per collegare gli aeroporti italiani, come avviene in tutta Europa”.
Graziano Delrio, ministro dei trasporti, se mai ce ne fosse bisogno, ha disilluso i foggiani e li ha castigati su un treno per Bari. Pensiero archiviato come se l’avesse detto un turista per caso, di passaggio sulla Montagna del Sole. I programmi di housing sociale. Anna Maria Curcuruto, Assessore regionale alla Pianificazione Territoriale, se ne venne a Foggia con fumose risposte sull’emergenza casa. Un mese dopo, il Governatore Emiliano sarebbe stato meno pilatesco: da Foggia non è mai pervenuta la richiesta di case popolari. L’ex assessore comunale all’Urbanistica Augusto Marasco, a più riprese, aveva sollecitato un bel sì o un bel no. E così nei palazzi ci si riduce a rincorrere l’assessore di Bari, il ministro a Roma, portati in canzone da chi talvolta soffre della sindrome di Rossella O’Hara. Il popolo si straccia le vesti, condanna, ostracizza. Alla resa dei conti, a volte delega. Recentemente, il Rettore dell’Università Maurizio Ricci ha suggerito che dovremmo imparare a muoverci in maniera autonoma e non dovremmo sempre aspettare l’intervento di Roma. A proposito: i foggiani lo vogliono davvero l’aeroporto? Forse, dovrebbero dire un bel sì o un bel no anche loro. 

Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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