Magna Capitana, come andrà a finire?

Magna Capitana, come andrà a finire?

Il brutto presentimento del direttore Mercurio: “Si salverà la fotografia della Biblioteca”

Lo smantellamento della Biblioteca Provinciale di Foggia sembra una gigantesca assurdità che non sta né in cielo né in terra. Ci si può abituare alla pensione di Michele il barista, e dei suoi caffè tra una pagina e l’altra, ma non di certo allo smantellamento scientifico di una blasonata istituzione, relegando un patrimonio di inestimabile valore in una sorta di gigantesca sala lettura. “Noi non potremo consentire in nessuna maniera che la Biblioteca Provinciale di Foggia possa venir meno. Non sappiamo ancora come ma la salveremo, questo è poco ma sicuro”. Sono le esatte parole pronunciate dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, salvo poi aggiungere che “una biblioteca va rispettata anche nel costruire l’organico che la deve gestire. Il numero di addetti è molto elevato”. Al 15 gennaio, “dalla Regione zero novità”. A riferirlo amareggiato è il suo direttore, Francesco Mercurio che aveva suonato la sveglia già in tempi non sospetti e con un congruo anticipo rispetto al gong finale.

Qual è la prossima scadenza? Teoricamente, il 31 gennaio. Forse l’unica novità, se c’è una novità, è che c’è un ritardo a livello nazionale: non tutti gli enti hanno comunicato i loro posti disponibili e quindi, probabilmente, abbiamo ancora un altro mese di tempo, perché ancora non sono usciti gli elenchi dei posti disponibili.

I vostri dipendenti hanno già indicato una scelta tra le opzioni per la destinazione? No, proprio perché non c’è l’elenco dei posti disponibili. Il ministero non è riuscito a fare ancora l’elenco completo delle disponibilità.

Secondo lei, come si risolverà? Cercare di indovinare è come vincere un SuperEnalotto. Non lo so. Io ho netta la sensazione che, se si salverà la Biblioteca, si salverà in extremis ma si salverà la fotografia della biblioteca.

Le rassicurazioni di Emiliano non bastano? Non è che non mi siano bastate le rassicurazioni di Emiliano. Ha detto “vedremo quello che possiamo fare”. Sta di fatto che è passato un altro mese e nessuno ci dice che cosa vogliono fare. Il ritornello è sempre “siete troppi”, come se fosse un problema di personale. Ed è chiaro che se dovessero maturare l’idea di salvare la biblioteca, nel senso che formalmente rimane aperta, con un numero ridotto di personale, ci sarà un numero ridotto di servizi. Io ho cercato di far capire in tutti i modi che sono sotto organico. Si può fare un ulteriore sforzo di razionalizzazione, ma mi mancano i bibliotecari, che sono andati quasi tutti in pensione. Il problema serio è che non arriva nessuna risposta, nessun segnale, nessuno dice nulla. Tutti aspettano qualcuno, qualcun altro. In realtà sembra un gioco al rinvio. La Regione pensa che il ministero debba fare il primo passo. Il ministero dice che non riesce a fare la conferenza Stato-Regioni, che è un passaggio obbligatorio previsto dalla legge per eventuali passaggi di queste strutture delle province. E, così, giriamo in tondo, continuando a raccontarci che vogliamo salvare la biblioteca.

Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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