Storia di Micol, “cervellone” dal cuore green

Storia di Micol, “cervellone” dal cuore green

Un “cervellone” dal cuore green, che mette a segno un ulteriore successo targato Unifg. Una collaboratrice del gruppo di Microbiologia del Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente dell’Università di Foggia si è aggiudicata una delle 5 borse di studio messe a concorso dalla prestigiosa Fondazione l’Oréal – Unesco nell’àmbito del premio L’Oréal Italia - Per le Donne e la Scienza. Stiamo parlando della 34enne Micol Bellucci, vincitrice del concorso che prevede il conferimento di borse di studio, del valore di 15.000 euro, assegnate a ricercatrici d’età inferiore ai 35 anni, residenti in Italia e laureate in discipline nell’area delle Scienze della vita e della materia. La giuria, presieduta anche in questa edizione dal prof. Umberto Veronesi, ha selezionato le cinque vincitrici tra oltre 360 candidature pervenute. Tra loro ha spiccato la ricercatrice dell’Unifg.

LO STUDIO. La società utilizza principalmente energia proveniente da combustibili fossili: petrolio, gas naturali e carbone. Sfruttare queste risorse non è più sostenibile, sia per i costi di estrazione sia per le conseguenze ambientali Per questo motivo le politiche europee e nazionali, in campo energetico e ambientale, hanno rivolto la loro attenzione verso fonti di energia alternativa e rinnovabile, come le biomasse residuali agro-industriali e i rifiuti organici. Gli scarti dell’industria agroalimentare, infatti, possono diventare una fonte pulita di energia. Lo scopo della ricerca della dott.ssa Micol Bellucci è quello di sviluppare una nuova generazione di digestori anaerobici in grado di migliorare la produzione di metano e idrogeno, diminuendo al contempo la quantità di azoto presente nei materiali di scarto (che costituisce una fonte di inquinamento ambientale derivante dall’utilizzo di queste tecnologie). Il suo studio intende sperimentare nella dark fermentation l’utilizzo della micro areazione per produrre una maggiore quantità di idrogeno e metano rimuovendo al contempo parte dell’azoto contenuto nel digestato.

LE PROSPETTIVE. Il progetto verificherà l’efficacia di questa nuova metodologia, utilizzando un approccio multidisciplinare. Inizialmente verranno realizzati in laboratorio impianti di digestione anaerobica a due stadi. Studiandone il funzionamento in laboratorio, verranno individuati i migliori parametri operativi di ossigenazione, per ottimizzare la produzione di idrogeno e metano e limitare al massimo quella di azoto. I dati raccolti verranno quindi esaminati e comparati con quelli presenti nella letteratura scientifica per determinare l’efficienza e la sostenibilità del processo. L’ipotesi è che si ottenga un aumento del 10-20% nella produzione di idrogeno e metano, nonché una riduzione del 30% di azoto. L’ultima fase della sperimentazione prevede l’analisi della comunità microbica selezionata nel processo attraverso metodi di biologia molecolare. Al termine del progetto, i ricercatori disporranno di tutte le informazioni ingegneristiche e microbiologiche necessarie alla sviluppo di una tecnologia innovativa, prima su scala pilota poi su scala industriale, per ottimizzare la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo sostenibile.

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n. 10 / Dicembre 2017

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