Adozioni internazionali, c'è Enzo B

Adozioni internazionali, c'è Enzo B

La presidente Cristina Nespoli spiega come funziona
L'ente autorizzato dalla CAI arriva a Foggia

Quattro fratellini moldavi aspettano una famiglia speciale. Una bimba dalla Cina di undici anni con una storia un po’ triste alle spalle, da due anni in un istituto, sogna una mamma e un papà.  “Oltre ad essere molto bella, ama ballare e la sua materia preferita è la matematica”. La sezione “Ci siamo anche noi” sul sito dell’Associazione Enzo B ti stringe il cuore. Segnala i bambini tra i 6 e i 12 anni, gruppi di fratellini, e piccoli affetti da patologie lievi e ordinariamente gestibili. I tempi di adozione sono sensibilmente più brevi rispetto alle procedure standard.

“Enzo B” nasce nel 1991 per dare vita ad una comunità di famiglie che volevano dare accoglienza a mamme con figli in situazione di disagio. “Da allora -  racconta la Presidente Cristina Nespoli (in foto) - abbiamo provato  a dare sostegno alle persone in difficoltà con particolare attenzione ai minori e alle donne”. Lo scorso anno l’organizzazione no profit ha aperto la prima sede in Puglia, a Lecce, ed è arrivata anche a Foggia con una serie di incontri formativi.

Che ruolo svolge la vostra associazione nell’iter adottivo?
Enzo B , sempre nel solco della sua mission, dal 2004 è Ente Autorizzato per le adozioni internazionali dalla Commissione Adozioni Internazionali. Tale riconoscimento ci permette di operare  fornendo  assistenza e supporto a tutte le coppie che vogliono adottare un figlio e agevola il loro progetto di famiglia.

Quali requisiti deve avere una coppia che decide di rivolgersi a voi? Come può entrare in contatto con voi una famiglia della provincia di Foggia? L’unico requisito che noi richiediamo è il Decreto di idoneità rilasciato dal competente Tribunale  per i Minorenni, senza il quale non è possibile procedere ad un’adozione. Per una famiglia di Foggia mettersi in contatto con noi non è poi così difficile. Ci può contattare direttamente presso il centralino della sede legale di Torino o tramite il sito www.enzob.org. Inoltre, le famiglie pugliesi hanno un’ulteriore opportunità per averci fisicamente più vicino. Da ottobre 2014 infatti è attiva ed operativa la nuova sede di Lecce e, tramite una nostra referente (Vincenza Villani Miglietta, ndr), abbiamo potenziato la nostra presenza con un ciclo di incontri informativi a cadenza mensile anche a Bari e Foggia.

Quali sono le procedure da seguire e quali sono i tempi?
Per poter adottare un minore straniero bisogna essere in possesso del decreto di idoneità che si ottiene dal Tribunale per i Minorenni dopo un iter con i Servizi Sociali di appartenenza. I tempi per ottenere il Decreto, se lo si ottiene, solitamente sono intorno ai 12 mesi, ma possono ovviamente cambiare di caso in caso.

Da quali Paesi arrivano i bambini?
Per quanto riguarda Enzo B i bambini provengono dai Paesi dove siamo accreditati: Africa in 14 paesi, da Haiti, Romania, Moldavia, Vietnam e Cina.

Quali problemi possono sorgere durante il percorso di adozione, quali sono i rischi, e in quali casi può non andare a buon fine? I problemi che possono sorgere sono di varia natura e indipendenti spesso dalla nostra volontà: si va da un colpo di Stato che destabilizza un Paese rendendo pericoloso terminare la procedura, ad un Giudice che può ritenere l’adozione del bimbo non legittima perché non risponde all’interesse del minore o perché ritiene di dover fare ulteriori accertamenti.

A cosa devono essere preparati i futuri genitori?
Devono essere pronti a fare i genitori. Ad affrontare l’adozione che come la vita può andare liscia oppure trovare ostacoli e difficoltà. Ad avere fiducia che da parte nostra faremo il possibile, e a volte l’impossibile, affinché un bimbo che una famiglia non ce l’ha la trovi e possa crescere circondato dall’affetto di cui ogni bambino ha diritto.

Dal punto di vista economico, è un iter sostenibile?
È sicuramente molto costoso: difficile spendere meno di 20.000 euro ma si arriva ben oltre. Lo Stato italiano permette una parziale detrazione dalle imposte. È un impegno economico pesante meglio esserne consapevoli, sperando che si arrivi ad ottenere dal nostro Governo un sostegno economico maggiore e a contenere i costi all’Estero.

È una buona legge quella che oggi disciplina le adozioni internazionali?
Come ogni legge sicuramente potrebbe essere migliore, ma già così è una legge che tutto il mondo ci invidia perché garantisce, per quanto possibile, tutti gli attori in gioco. E come ogni legge diventa molto più buona se buoni sono i suoi esecutori.

Perché scegliere di accogliere un bambino straniero nonostante la burocrazia?
Perché ci sono ancora tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia e aprirsi ad un bimbo straniero apre ancora di più le porte del mondo: è un universo che ti arriva in casa e ti arricchisce e arricchisce tutti coloro che con quell’universo si incontreranno.

Avete creato una sezione nel vostro sito, “Ci siamo anche noi”. Quanto è difficile trovare famiglie così “speciali”?
Abbiamo incontrato tante famiglie speciali in questi anni, alcune più speciali di altre. A volte è semplice a volte un po’ meno: i bimbi grandicelli stentano spesso a trovare una famiglia così come le fratrie numerose, ma ci proviamo sempre. È un nostro preciso dovere, non lasciamo nulla di intentato affinché tutti i bimbi che incrociano la nostra strada possano stare meglio.

Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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