STATI REGIONALI DELLE DONNE

STATI REGIONALI DELLE DONNE

I dati sull’occupazione femminile sono disastrosi: 500mila lavoratrici mobbizzate nel post-gravidanza

Attiviste e lavoratrici dipendenti, professioniste e mamme. Ma soprattutto donne. Come quelle che si sono ritrovate, a Palazzo Dogana, per la tappa foggiana degli Stati Regionali delle Donne. Chiamate a raccolta da Antonietta Colasanto, Consigliera di parità della provincia di Foggia, le professioniste, imprenditrici e lavoratrici dipendenti di Capitanata si sono messe - metaforicamente parlando - a tavolino per fare il punto della situazione sul tema Donne&Lavoro.

Un argomento spinosissimo e incompiuto, per un mercato del lavoro profondamente ingiusto che penalizza fortemente le donne e mortifica (quasi “punisce”) la maternità. Una quindicina gli interventi programmati nella giornata foggiana. A prendere la parola, alla presenza dell’europarlamentare e vicepresidente della Commissione lavoro al Parlamento Europeo, Elena Gentile, di Rosa Cicolella, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità e delle consigliere di parità, regionale e provinciale, Molendini e Colasanto, donne impegnate nel lavoro, nei sindacati, nell’imprenditoria, in associazioni di volontariato, cinema ed editoria, nella promozione del territorio. Tutto il mercato del lavoro era rappresentato nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, con le sue problematiche ed implicazioni.

STATI REGIONALI VERSO MILANO. Coordinati da Serenella Molendini, consigliera regionale di Parità, gli Stati regionali delle Donne di Puglia (precedentemente convocati a Lecce e Bari), rappresentano l’autoconvocazione delle donne di tutta Italia, motivate a iniziare un percorso di condivisione e di proposta, con al centro del dibattito il lavoro nella sua accezione più ampia: dipendente, autonomo, precario e d’impresa. Il metodo consiste nel misurare l’impatto (reale e potenziale) che le donne hanno sul mondo del lavoro, per poi trasformarlo in proposte e nella definizione di priorità d’azione politica. Attraverso un confronto concreto, le partecipanti al tavolo di discussione potranno contribuire a stabilire le priorità dell’agenda per uno sviluppo sociale ed economico inclusivo e sostenibile, che parta dallo specifico del nostro territorio, per poi elaborare una proposta unitaria su base regionale che sarà portata prima ad un incontro regionale a Bari e successivamente agli Stati Generali delle Donne che si svolgeranno il 26, 27 e 28 settembre a Milano, all’interno di Expo2015, in occasione della Conferenza mondiale delle Donne intitolata “Pechino vent’anni dopo”.

NON SOLO TETTO DI CRISTALLO. Per troppo tempo la battaglia delle donne in materia di lavoro si è orientata verso azioni che potessero “sfondare”, una volta per tutte, quell’iniquo tetto di cristallo che divideva queste ultime dalle posizioni lavorative apicali. Una battaglia che non solo non ha dato - almeno fino ad ora - i risultati sperati, ma che sembra non guardare a problematiche ben più gravi e largamente sofferte: povertà, precarietà, assenza di diritti legati alla maternità, svalutazione dei titoli di studio. I dati in Puglia, in tal senso, rivelano una situazione disastrosa: l’occupazione femminile si attesta appena al 29,5%, un dato ormai costante da circa 8 anni, con oscillazioni minime, dal 28 al 30%. E ancora, sottolinea Serenella Molendini, sempre nel tacco d’Italia oltre mezzo milione di donne lavoratrici sono letteralmente mobbizzate dopo una gravidanza. Ha ancora senso – spiega in modo sarcastico – preoccuparsi delle poltrone nei Consigli di Amministrazione di grandi aziende e multinazionali quando alla maggior parte delle donne vengono negati diritti, occasioni e opportunità di lavoro? Insomma, andrebbero riviste le priorità.

FEMMINISMO, NON INDIVIDUALISMO. Proprio sul tavolo del lavoro il mondo delle donne sembra essersi spaccato, negli ultimi anni. Le istanze della generazione delle madri (per intenderci, quelle del “tetto di cristallo”) non rappresentano quelle della generazione delle figlie (sempre per intenderci, quelle della disoccupazione e del precariato, quelle costrette a scegliere tra lavoro e famiglia). Per questo è fondamentale ritrovarsi e riconoscersi, e tessere attorno al tema fondamentale del lavoro una rete che possa sanare questo divario generazionale e creare un fronte comune dal quale partorire idee e proposte concrete per una politica di genere che sia reale ed inclusiva. Suggerimenti e indicazioni che confluiranno negli Stati regionali delle donne di Puglia a Bari, per una vera e propria festa delle idee, animata dal desiderio delle donne di esserci, di parlare e relazionarsi, di non essere considerate periferia della Puglia.                        

Maria Grazia Frisaldi

E la Consulta Femminile Comunale?
Il commento di Rosa Cicolella, Cpo Regione Puglia

La resistenza culturale maschile nella nostra società esiste ed insiste caparbiamente.
Un’occasione persa per un importante confronto che ha confermato l’alto potenziale di temi e proposte in svariati campi da parte delle donne del nostro territorio. 

A tal proposito è bene ricordare che il governo di questa città al lavoro ormai da quasi un anno, ad oggi sembra aver dimenticato un organismo vitale per l’esercizio della democrazia paritaria nella gestione del bene comune nella nostra città: la Consulta Femminile. Un autorevole consesso trasversale che ha visto impegnate donne delle istituzioni, delle associazioni, del sindacato, delle professioni, dell’imprenditoria.

Il suo lavoro ad uno stadio iniziale, aveva già raggiunto alcuni obiettivi e prometteva percorsi di genere significativi per la nostra città.  L’appello al sindaco Landella a far ripartire questo organismo paritario indispensabile nella casa comunale. Non lasciamo morire i pochi luoghi di partecipazione e attività democratica.

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n. 10 / Dicembre 2017

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