Il primo ‘giro di valzer’

Il primo ‘giro di valzer’

La nuova Giunta di Franco Landella
Il primo ‘giro di valzer’
Più potere alle donne: vicesindaco Erminia Roberto

La processione si vede quando si ritira. Mai detto fu più azzeccato. Il pomeriggio del 21 marzo il sindaco Franco Landella era al seguito del sacro tavolo della santa patrona e a sera defenestrava l’amico Ciccio D’Emilio e l’assessora Carla Calabrese. A sentire gli umori della città, sul piano umano è suonato come un tradimento, ma la politica è un’altra cosa. La delega di peso è andata a Gianni De Rosa. Un regolamento di conti, ma solo per farli quadrare con Forza Italia, che ha segato, però, il Nuovo Centrodestra, minando addirittura la stabilità del partito di Franco Di Giuseppe. Perché Landella toglie e dà, conferendo la vicesindacatura ad Erminia Roberto, assessore alle Politiche Sociali in quota NCD. Un’offerta difficile da rifiutare. Un incarico di prestigio, strappato all’ex assessore ai Lavori Pubblici D’Emilio e finito in mano ad una donna, come non si vedeva dai tempi di Lucia Lambresa. Più potere alle quote rosa. A Gabriella Grilli, com’era già scritto dall’estate scorsa, è stata conferita la delega all’Istruzione. Ma il cerchio non è ancora chiuso. Anche La Destra di Bruno Longo avrà un posto in Giunta e potrebbe essere una persona a lui molto vicina, che rischia di compromettere un’altra amicizia.


L’Istruzione secondo Gabriella Grilli
Un assessorato a forma di scuola

“Sono una persona che parla in fretta ma, in verità, faccio tutto un po’ velocemente, penso e agisco in fretta. E parla a raffica, è proprio così, Gabriella Grilli, nominata in corsa assessore alla Pubblica Istruzione. “Per me questo è un onore ma anche un onere, ovviamente: l’impegno che devo profondere sarà piuttosto complesso perché io non lascio la mia scuola. Continuo a gestirla e quindi devo dividere il mio tempo fra la scuola e l’assessorato”. È docente da 39 anni, gli ultimi venti li ha passati da dirigente scolastico. Vuole applicare il modello del suo istituto, il glorioso Liceo Scientifico Volta, anche al suo assessorato. “È un prolungamento di quello che faccio a scuola, però invece di pensare solo alla mia penso a tutte le scuole, penso un po’ più in grande. Il segreto è avere gli staff giusti”.  

Il suo incarico le è stato affidato più tardi del previsto ma lei se lo aspettava, perché già a luglio gliel’avevano proposto, è così? In effetti, il sindaco il 9 luglio mi chiamò per ben due volte insistendo affinché io andassi a firmare il decreto che era pronto per me. Allora riguardava due deleghe, l’Istruzione e la Cultura, e io forse un po’ anche a malincuore, devo dire, non lo accettai all’epoca perché non c’era un accordo politico, un accordo fra Forza Italia, cioè il partito, e il sindaco sulla terna di nominativi proposti, non sul mio nome. Conservo ancora questi principi, lo so che sono forse obsoleti, ma credo che bisogna essere coerenti, fedeli, in qualche maniera anche obbedienti, saper fare un passo indietro. Ora, invece, a marzo, il sindaco mi ha richiamata riconfermando la sua stima - ha molta pazienza evidentemente con me - e siccome questa volta c’era l’accordo tra il partito e il sindaco su due nomi, gli attuali assessori, Gianni De Rosa e io, ho accettato.

È la delega che ha sempre desiderato?
Diciamo che è quella che mi è più consona. Perché grazie a questo incarico, svolgo una doppia funzione che a mio avviso è congrua, cioè da un lato ho un ruolo politico perché sono una consigliera eletta, e nel contempo ho una veste tecnica perché sono un dirigente scolastico. L’ambito dell’istruzione per un dirigente penso sia il non plus ultra. Perché conosco i problemi della scuola, i punti di debolezza, i punti di forza, le difficoltà, le problematiche, e poi conosco tutti i miei colleghi.

Cosa intende fare, qual è il suo programma?
La vision, cioè l’obiettivo ultimo, è quello di dare, e io ci proverò, una svolta culturale forte alla città. Perché secondo me, che sono una psicologa e una pedagogista, se vogliamo cambiare le sorti del tempo bisogna partire da una vera e profonda rivoluzione culturale ed etica che passa attraverso i banchi della scuola e attraverso quelli che noi chiamiamo maestri. Questa è la visione ultima. Chiaramente per arrivare a questo obiettivo c’è la mission, cioè gli step, e ci sto già lavorando. Ho avuto in incontro con i dirigenti, poche settimane dopo il conferimento dell’incarico, e abbiamo stilato una petizione condivisa con il direttore della Biblioteca Franco Mercurio, la invierò ai vari enti locali, alla Provincia, oltre che al Comune, Regione, ma anche al Ministero dei Beni Culturali perché è impensabile ed è illogico che un contenitore culturale come la Biblioteca o i musei interattivi  possano venir meno in una città. Nel contempo, sempre con i colleghi dirigenti, mi sono confrontata perché dobbiamo elaborare subito un piano di razionalizzazione che è un tasto dolentissimo per le scuole locali, cioè bisogna fare in modo che l’autonomia si dia alle singole scuole ma tenendo conto anche dei parametri legati al numero di alunni. È un discorso un po’ tecnico, che conosco bene e su cui bisogna assolutamente lavorare perché i miei colleghi lamentano questa difficoltà legata alla razionalizzazione attualmente in atto.

E come pensa di intervenire?
Lavorerò con tavoli di lavoro e concertazione. Incontrerò i dirigenti, però quelli non coinvolti nel piano di dimensionamento, in modo da essere al di sopra delle parti. E con loro, insieme all’ufficio dell’assessorato, faremo un’ipotesi, una bozza di distribuzione delle scuole.

Quindi un nuovo piano di dimensionamento?
Dobbiamo apportare dei correttivi e cercare di migliorare l’attuale, perché alcuni miei colleghi rischiano di perdere degli alunni e non possono perdere l’autonomia e quindi posti di lavoro - penso anche alle segreterie, oltre che alle dirigenze. E quindi bisogna fare in modo che ciascuna scuola abbia l’autonomia ma anche un numero congruo di studenti che consenta poi di poter operare in maniera adeguata in una visione prospettica.

Ci sono dei nodi irrisolti di cui si è accorta arrivando in Comune?
Ho trovato delle carenze legate alle strutture scolastiche. I miei colleghi non hanno fatto altro che lamentare queste difficoltà, e quindi mi sono già messa in contatto con Gianni De Rosa, l’assessore ai Lavori Pubblici, perché è sua anche la delega relativa alle strutture scolastiche. Nella scuole ci sono delle carenze strutturali gravissime. Lì bisogna intervenire immediatamente perché una scuola senza palestra è una non-scuola, atteso che c’è una parità disciplinare e culturale, quindi non si può considerare l’educazione fisica di serie zeta rispetto ad un’altra disciplina. Ma se non offriamo le strutture minime, la palestra, se non diamo i laboratori ai ragazzi, se non creiamo una scuola sicura, è chiaro che perdiamo di credibilità.

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf