“Mai più come Carmela”

“Mai più come Carmela”

Foggia sfila contro il femminicidio: la fiaccolata silenziosa della rete Ri.Vi.Vi. Ogni 2 giorni, in Italia, una donna viene assassinata dal marito o compagno. Dal 2002 la Capitanata piange 15 vittime: i numeri che segnano l’emergenza.

Carmela è ormai un simbolo. O meglio, una “martire dell’amore materno”, come l’ha definita il padre, Matteo Morlino, insegnante e assessore alla Pubblica Istruzione nella passata Amministrazione comunale. Carmela è una delle ultime vittime di femminicidio, una delle donne che ogni due giorni viene uccisa in Italia per mano dell’ex marito, convivente o compagno. Un dato agghiacciante.

Questa volta, la cronaca bussa prepotentemente alle porte della città: figlia di questa terra e dei suoi affetti, la 35enne Carmela Morlino è stata accoltellata sull’uscio della porta di casa, dinanzi ai figlioletti, il 12 marzo scorso a Pergine Valsugana, in provincia di Trento; 15 i fendenti inferti dall’ex marito Marco Quarta, arrestato dopo una fuga di pochi giorni. Nel suo nome e nella sua åvicenda, per una sera, riecheggiano i nomi e le storie di altre 14 donne di Capitanata, tutte accomunate dal medesimo e miserando destino: sono state assassinate dai loro uomini, da chi prometteva loro amore ma ha giurato morte.

Quattordici donne e altrettante vite spezzate di netto, improvvisamente, irragionevolmente. Le abbiamo contate dal 2002, anno di nascita di questo free-magazine, ad oggi. I loro nomi, messi uno dopo l’altro, fanno tremare le vene dei polsi. Li abbiamo ricordati, scanditi con doloroso rispetto, la sera dell’8 marzo scorso, durante la cerimonia del “Premio 6Donna”, iniziativa che il nostro magazine - che fa della lotta alla violenza sulle donne la sua principale battaglia - ha voluto idealmente dedicare loro. A questa lista che gronda sangue e grida giustizia, si aggiunge oggi il nome di Carmela, ma il timore è che l’elenco possa continuare a crescere, a segnare altri nomi e altri storie. I numeri, purtroppo, non sono rassicuranti, le cifre sono quelle dell’emergenza: nel 2014 sono stati 728 i reati commessi in danno delle donne in Capitanata, 82 nella sola città di Foggia. Un numero preoccupante, e pensare che un anno prima erano ancora di più, 118. In questi numeri confluiscono episodi di stalking, di lesioni aggravate, tentati omicidi. Tutti avvenimenti chiusi tra le mura domestiche e troppo spesso nascosti anche ai familiari più stretti. “Ma si possono lavare in proprio i ‘pannicelli’, non le grandi sozzure che, talvolta, emergono in certe famiglie”, condanna l’ex assessore Morlino, testimone e vittima di quella che oggi è una vera e propria emergenza sociale, cui bisogna porre rimedio eliminando le falle di un sistema di tutela che non protegge fino in fondo chi già si era rivolto ai servizi e attivato ogni risorsa disponibile.

Ad un mese esatto dalla morte di Carmela, la città di Foggia ha voluto ricordare lei e tutte le vittime di femminicidio, con una fiaccolata silenziosa per le vie del centro. Erano in 500 - numero più, numero meno - gli uomini e le donne incolonnati dietro ad un eloquente striscione: “Mai più come Carmela”. Mai più: un monito, una speranza, una promessa. Alla testa del corteo, c’erano i suoi genitori, Matteo e Maria Teresa: volti segnati dal dolore e occhi che non hanno più lacrime; accanto a loro, il sindaco Franco Landella che ha assicurato tutto il suo impegno nel rendere il centro antiviolenza previsto nei locali della palestra Ex Gil di corso Matteotti un luogo di ascolto, sostegno e protezione reale e concreta.
Ad organizzare la fiaccolata è stata la rete inter-associativa contro la violenza sulle donne, R.I.V.I.VI., di Foggia, che unisce sette associazioni del territorio - Donne in rete, Impegno donna, Via le mani dagli occhi, Donne insieme, Casa editrice Mammeonline, Ad un passo da te e Logos - e che ha coinvolto, nell’organizzazione della manifestazione altre ventidue entità, con il patrocinio del Comune di Foggia e l’adesione della Consigliera di Parità. Dopo il corteo silenzioso - partito da piazza Umberto Giordano e proseguito per via Lanza, Corso Vittorio Emanuele e via Oberdan - Carmela è stata ricordata in piazza Cesare Battisti: chi era, qual era la sua storia ed i suoi progetti, e non solo il delitto o il mostro che l’ha uccisa. A raccontare di questa giovane donna e mamma, è stato il papà Matteo, tra aneddoti di vita quotidiana e l’orgoglio per una “figlia modello”, realizzata negli studi e nel lavoro. Una donna moderna, il cui destino è stato barbaramente stroncato da 15 coltellate sull’uscio di casa. “E’ stata una martire dell’amore materno - puntualizza il padre - il suo primo pensiero era per i suoi due figli, il suo ultimo pensiero è stato per i figli. Abbiamo saputo che solo dopo essersi assicurata che i bambini fossero in salvo presso una vicina di casa, Carmela è potuta spirare con l’animo in pace”.

Maria Grazia Frisaldi



La lista degli orrori dal 2002 al 2015

Giovanna, Giusy e le altre

La casistica delle donne ammazzate negli ultimi 13 anni in provincia di Foggia, letta tutta d’un fiato, è una successione di dolorosi flashback.
Beata Maria Vergine. Scogliera, ex Enichem. Le immagini più nitide e più impressionanti arrivano dal passato. Correva l’anno 2002 quando Giovanna Traiano veniva uccisa in chiesa, a Foggia, con un colpo di pistola alla nuca. Un’esecuzione: a sparare l’ex marito. Era il 21 febbraio. Aspettava che il suo bambino uscisse dal catechismo. Aveva appena 24 anni.

Era solo una ragazzina Giusy Potenza: il suo dramma ha sconvolto la Capitanata. A 15 anni è stata massacrata con una pietra a Manfredonia il 13 novembre 2004. Era finita in una relazione pericolosa con un uomo col suo stesso cognome, cugino del padre, condannato a 30 anni per l’omicidio. La madre non ha retto a quel dolore e un anno dopo si è tolta la vita.
Dopo di loro, nonostante l’orrore, altri dodici nomi archiviati alla parola femminicidio. Irina Bandurova è stata ridotta in fin di vita a colpi di piccozza, in un casolare di Torremaggiore. Il 23 dicembre del 2004 è morta in ospedale. Aveva 27 anni. È stata massacrata insieme al suo compagno da due connazionali. Uno dei due assassini si è suicidato in cella dove scontava l’ergastolo.

Ha trovato la morte in un casolare anche Giovanna Tanese, 16 anni e nove ore di agonia alla periferia di Lucera. Il 22 aprile 2005 è morta dissanguata, dopo essere stata colpita dal fidanzato con un mattone e accoltellata.
Scorrendo la lista c’è una sopravvissuta: una sedicenne stuprata dal branco e accoltellata a Vico del Gargano l’8 maggio 2007. I tre violentatori si sono beccati fino a 12 anni di reclusione. Svitlana Makarska, 23 anni, è stata ammazzata a colpi di calci e pugni in una vecchia fabbrica tessile, l’ex Scivar a Foggia, il 9 gennaio 2008. È morta per le percosse subite. È stata giustiziata con 5 colpi di pistola Mariangela Catalano, 50 anni dipendente degli Ospedali Riuniti di Foggia: il 23 gennaio 2009 l’ex marito, oggi ergastolano, ha fatto fuoco scaricandole tutta la rabbia addosso. È stata trovata riversa in una pozza di sangue nel suo appartamento a Cerignola Senada Harusha, 36 anni dell’Albania, sgozzata l’11 marzo 2009. Anche a Meriem Lmoh, marocchina, è stata tagliata la gola prima che venisse gettata in una vasca a Lesina il 18 marzo 2009. Aveva 24 anni.

Michelina Ewa Wojcicka,
polacca, aveva solo 16 anni quando il fidanzato di 33 l’ha sparata e poi si è suicidato. Era il 17 giugno 2010, a Cerignola. Anna Perrucci, 33 anni, è stata ammazzata in strada a colpi di pistola nella stessa città il 28 febbraio 2010. In braccio aveva la figlia di 18 mesi. A Cerignola si contano altre due donne ferite a morte: Anna Maria Curci, 11 coltellate, 51 anni, assassinata il 2 gennaio 2011, e Annunziata Cioffi, 54anni, strangolata dal marito il 5 dicembre 2013. Hashenko Zhanna, 42enne di nazionalità ucraina è stata uccisa a fucilate e gettata in un pozzo a Troia, il 16 gennaio 2014. Antonella Scirocco è stata trovata morta il 2 giugno 2014 nelle campagne tra San Nicandro e Apricena. Era scomparsa da Cagnano Varano. Aveva 37 anni.   

Mariangela Mariani


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n. 10 / Dicembre 2017

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