Le quote rosa dei Cda

Le quote rosa dei Cda

Pacta sunt servanda. I patti vanno  rispettati. Nessuna cambiale da pagare, solo accordi politici da onorare. La telefonata alla fine è arrivata. A dicembre, Lucia Lambresa si era detta perplessa perché dopo il ballottaggio non c’era stato nemmeno un incontro con il candidato sindaco che aveva suggellato il patto con una stretta di mano, proprio come il suo predecessore. Un mese dopo è stata nominata nel Consiglio di Amministrazione di Amiu Puglia. Un incarico prestigioso, se si considera che l’azienda che gestisce il servizio rifiuti è regionale, e dalla forte valenza politica. Alla presentazione dei nuovi Cda delle aziende partecipate, Franco Landella ha speso per lei parole di stima, una “sviolinata” da farle venire gli occhi lucidi, e lei ricambia. “Sotto il profilo politico ha un grossissimo significato per quello che mi riguarda, io non guardo all’incarico in quanto tale, quanto al significato politico di una ricomposizione di un quadro del centrodestra che tra l’altro si sta muovendo moltissimo anche a livello nazionale: a Foggia è venuto Flavio Tosi, c’è molto fermento nell’area di centrodestra. Io lo vedo soprattutto da questo punto di vista come un fatto molto positivo. E chi lo ha fatto è molto lungimirante e bisognerebbe anche dirgli grazie. Landella ha dato una grossa mano alla ricostruzione del centrodestra”.

Come tutti gli altri - lo prevede la procedura - ha consegnato il curriculum, che comprova la sua esperienza in materia: già presidente dell’Amica ai tempi d’oro, la sua figura ha finito per identificarsi con quella dell’azienda. Conosce uno ad uno i lavoratori, tanto da preoccuparsi delle loro sorti anche quando ne era ormai fuori. Indiscutibilmente entusiasta dell’incarico, ha subito letto tutte le carte e ha già il quadro completo: “Il compito di un consigliere di amministrazione è normato dal Codice Civile e dallo statuto della società che ho già visto. Per il resto mi sono fatta dare un po’ di documentazione. Le idee sono ormai chiarissime. C’è da mettere a regime l’organizzazione dell’azienda perché lavorano ancora con quella provvisoria del primo affidamento, da definire i rapporti contrattuali con il Comune e poi bisogna comprendere come fare affinché il Comune di Foggia abbia maggiore possibilità di incidere anche sotto il profilo organizzativo, perché al momento, per come sono gli atti, il presidente ha in mano tutti i poteri”. In cima alla lista mette ancora i dipendenti, per quanto possano fare i componenti di un Cda rispetto alla riorganizzazione del personale. “Il Consiglio di amministrazione è competente per l’approvazione, rispetto alle trattative normalmente è il direttore che entra nelle relazioni sindacali, insieme al presidente. Ovviamente buon garbo vorrebbe che anche i consiglieri di amministrazione fossero coinvolti, per non ritrovarsi a vedere solo il lavoro finito e discuterne a posteriori, ma questo appartiene ovviamente alla sfera della conoscenza e siamo nella fase iniziale, al rodaggio”.

Un decreto legge dell’anno scorso ha fatto cadere l’obbligo di nominare tra i membri dei Cda dipendenti dell’amministrazione titolare della partecipazione. Così il sindaco ha potuto sostituire i dirigenti comunali Carlo Dicesare e Angelo Mansella con figure esterne. A rappresentare il Comune nell’Amiu c’è anche il commercialista Francesco Borgese. Rimane al suo posto Marisa Cavaliere, presidente del Collegio dei Revisori dei Conti. Con due donne a Bari, le quote rosa salgano oltre il minimo sindacale. Per legge, il genere meno rappresentato ottiene almeno un terzo dei componenti. E nell’Am Service Srl (società di assistenza informatica, gestione degli impianti termici comunali e verifica degli impianti termici privati) c’è pure una vicepresidenza al femminile: Rosalia Patrizia Siani, per tutti Lia, funzionaria dell’Asl di Foggia candidata nella lista di Forza Italia alle ultime elezioni amministrative, con una lunga militanza alle spalle. Tra i componenti dell’organo amministrativo di Ataf figura, invece, Maria Claudia Lioia, avvocato, della studio legale di famiglia Curtotti-Lioia.  Quando nomina Maria Santovito, detta Mariolina, il sindaco parla di “saggezza politica”. In tema di questioni di genere ha fatto anche parte della Consulta comunale per la parità e le pari opportunità. Nella segreteria della Puglia Prima di Tutto, funzionaria amministrativa ai Riuniti, entra in Amgas Spa e ha entusiasmo da vendere. “L’incarico certamente mi entusiasma perché sono sempre aperta a nuove sfide e conoscenze, anche se a dire il vero non sono esattamente a digiuno di amministrazioni”. Ha fatto la sua gavetta, anche a titolo gratuito, e scherza definendosi una burocrate nata, che ama le carte amministrative. “Ancora non ho una panoramica completa, considerato che ci siamo insediati solo da pochi giorni, ma stiamo già studiando quel che riguarda un po’ genericamente la gestione passata come il piano di rientro a cui l’azienda è stata sottoposta. Apprezzabilissimo il lavoro svolto dall’amministratore unico uscente, ma ora si devono affrontare tematiche più allargate: attuazioni di norme regionali e nazionali che riguardano la forma di distribuzione gas per ambiti territoriali e poi ci sono le problematiche di gestione interna come quelle relative al personale, di cui occorre prendere contezza per garantire una sempre migliore gestione all’insegna del buon management basata sulle tre E: efficienza, efficacia ed economicità. La spending review, l’anticorruzione, la trasparenza saranno i pilastri. Vedremo, ove ci siano necessità o criticità, di intervenire con attenzione e celerità così da preservare quello che è un patrimonio della città e lavorare per migliorare la nostra azienda partecipata”.

Chi c'è nelle aziende partecipate

Manco il tempo di sedersi, le poltrone delle aziende partecipate già traballano sotto le sentenze di chi ha innescato il conto alla rovescia. È che manca all’appello qualche nome, tipo Giulio Scapato, il socialista che ha sostenuto apertamente Landella al ballottaggio per ripicca. 
Per ora non potrebbe rivestire alcun ruolo in quelle società in quanto consigliere comunale uscente. I presidenti non si preoccupano mica delle voci che circolano, e i loro incarichi sono a tempo da contratto. Congedati gli amministratori unici Gino Fiore (Ataf), Massimo Russo (Amgas Spa) e Danilo Santoro (Amgas Blu), arrivano Raffaele Ferrantino, Nicola Cardinale e Antonio Cristantielli. Il primo si dice sorpreso dell’incarico, il secondo, ex direttore degli Ospedali Riuniti in pensione, ha accettato di farlo gratis et amore Dei, per un anno e senza possibilità di proroga o rinnovo (cesserà dalla carica il 31 gennaio 2016). Il Nuovo Centro Destra si prenda la presidenza della società per la fornitura di gas ed energia elettrica detenuta all’80% dal Gruppo Ascopiave e al 20% da Amgas S.p.A. In Ataf entrano anche Riccardo Pagliara, che in passato aveva ricoperto l’incarico di presidente del collegio dei revisori dei conti dell’azienda, e Claudia Lioia; in Amgas Spa vanno Daniele Mobilia e Maria Santovito. Rispetto al passato, i Cda costano il 20 percento in meno: lo impone il decreto legge numero 90 del 24 giugno 2014 che dal primo gennaio riduce il compenso dell’organo di amministrazione sulle somme del 2013.
Qualcuno forse se l’era scordata, ma c’è anche l’AM Service, società indirettamente partecipata dal Comune di Foggia attraverso Amgas Spa che ne detiene la totalità del capitale. L’amministratore unico è scaduto il 31 dicembre e operava in regime di proroga, al suo posto arriva Antonio Bove, alle ultime elezioni candidato per Forza Italia.
Con lui ci sono Lia Siani e l’ex assessore allo Sport Umberto Candela. Il centrosinistra (a parte i socialisti di Lello Di Gioia come Angelo Benvenuto) ha bocciato il salto nel passato: il segretario cittadino del PD Mariano Rauseo lo ha definito “l’ennesimo scempio da Prima Repubblica” di un centrodestra “assetato di poltrone”. Il consigliere di opposizione del gruppo Lavoro e Libertà Luigi Buonarota si è detto d’accordo con Gianni Mongelli che sul suo profilo Facebook aveva scritto “Siamo alla pura lottizzazione politica con le Aziende Comunali utilizzate come elementi di scambio”. Ha aggiunto: “Siamo alle solite. Con le nomine dei nuovi Cda delle ex municipalizzate Franco Landella ha saldato i suoi debiti politici, o almeno si spera”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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