Il cancro non è (solo) sfortuna

Il cancro non è (solo) sfortuna

speciale  Giornata contro il cancro
L’impegno dei Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) - ASL  Foggia
L’importanza della prevenzione primaria

Anche Foggia ha celebrato, lo scorso 4 febbraio, la “Giornata Mondiale Contro il Cancro”, indetta dalla Union for International Cancer Control. Un’occasione importante, durante la quale i Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) della Asl di Foggia hanno ribadito il proprio impegno nella Prevenzione Primaria mediante la promozione dei corretti stili di vita attraverso la realizzazione del Med-Food Anticancer Program.

Fare Prevenzione Primaria, per i medici del SIAN della Asl Fg significa innanzitutto sfatare falsi miti e notizie distorte. Nessuno poteva immaginare, ad esempio, l’enorme copertura mediatica suscitata dalla pubblicazione di un articolo (“Variation in cancer risk among tissues can be explained by the number of stem cell divisions”) pubblicato recentemente su Science il 2 gennaio e che ha visto la “sfortuna” come leitmotiv dei suoi principali commenti. Si sono moltiplicati, ad esempio, titoli come “Prendere il cancro è solo sfortuna?” o “Tumori, la ricerca shock: ne causa più la sfortuna che lo stile di vita”.

Tuttavia, c’è una grande discrepanza tra i contenuti del lavoro di Science e la relativa divulgazione. E desta una certa preoccupazione per come l’articolo sia stato “traviato” nel rafforzare la convinzione che il cancro è colpa del “caso” e sottace l’importante ruolo protettivo dei corretti stili di vita nei confronti di molte forme tumorali. Evidenze scientifiche, infatti, sostengono che il normopeso, l’alimentazione sana e l’attività motoria possono prevenire centinaia di migliaia di tumori ogni anno.

Il lavoro pubblicato su Science si avvale di un modello matematico per stimare l’influenza “statistica” dei fattori di rischio del cancro, ed in particolare delle mutazioni che possono insorgere durante la divisione cellulare. Nondimeno, l’obiettivo dell’articolo di Science è un approccio interessante che può aiutare a capire meglio il motivo per cui i ricercatori non hanno trovato un forte legame tra alcuni tipi di cancro (tumori del sangue, delle ossa e del tessuto nervoso, per esempio) e gli stili di vita.

Ma a pesare in questa vicenda è l’imprecisione della copertura mediatica che ha semplicisticamente trattato il cancro come se fosse un’unica malattia e non un insieme di diverse e molteplici patologie.
La revisione scientifica continua a dimostrare che circa 1/3 dei tumori più comuni può essere prevenuto mediante un’alimentazione sana, l’attività motoria ed il normopeso; proporzione che sale a 1/2 se si smette di fumare e di non esporsi troppo al sole.

Non tutti i tumori, quindi, possono essere prevenuti mediante gli stili di vita, ma solo alcuni come ad esempio quelli del tratto gastrointestinale, nonché quelli di diversi altri organi che ne sono fortemente influenzati. Circa la metà dei tumori esaminati nel lavoro Science erano quelli per cui non è documentata un’associazione con lo stile di vita. Al contrario, per molti dei tumori più comuni, tra cui quelli del colon-retto, esofago e prostata, è possibile adottare misure in grado di ridurre significativamente il rischio. In conclusione, anche per i tumori non esiste un rapporto lineare causa-effetto e quando si parla di cancro ci sarà sempre una certa casualità, proprio quella che si cerca di stimare. Ed è importante ricordare che solide evidenze scientifiche dimostrano che è possibile prevenire il cancro, che centinaia di migliaia di casi possono essere evitati e che i corretti stili di vita offrono una efficace protezione non solo contro i tumori, ma anche per il diabete, le malattie cardiovascolari e molte altre.

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n. 10 / Dicembre 2017

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