Tra storia e bellezza,  la “ricchezza” dei Cammini

Tra storia e bellezza, la “ricchezza” dei Cammini

Ci sono tanti modi per conoscere un territorio. Uno di questi è viverlo, camminarci attraverso, in pieno stile slow. Lo sa bene il camminatore Michele del Giudice, che ha percorso i principali grandi Cammini e sta ricercando le varianti locali della Via Francigena nel Sud, per sviluppare le potenzialità dei territori interni attraversati dal grande Cammino.

Nel 2014 ha dato vita all’associazioneCamminaCammini” affiancandosi ad altre tre professionalità del territorio, tutti variamente legati dalla comune passione: Enzo Dota, che con Intuizioni Creative ha sviluppato il sistema informatico flywheel che mette in contatto i territori attraversati dalla Via Francigena nel Sud con il grande numero di Camminatori che dal mondo intero premono per percorrere il Centro-Sud Italia, e Walter Di Paola e Federico Croce, due grandi cartografi italiani esperti nell’evidenziare i percorsi sulle mappe, per la loro fruizione con strumenti cartacei o informatici. Oggi “CamminaCammini” è in grado di interagire con tutte le Istituzioni locali, nazionali ed internazionali per implementare la Via Francigena nel Centro-Sud, partendo dalla progettazione per arrivare allo sviluppo ed alla sua implementazione. Ne abbiamo parlato con il camminatore simbolo, Michele del Giudice.

Come nasce la passione per i cammini?
Nasce per caso. È la vita che ti mette in cammino. Si avverte, ad un certo punto, l’esigenza di andare verso… e ci si mette in cammino nello spazio attraversando territori sconosciuti, nella storia da cui dipende la nostra società, dentro di noi per conoscerci come non ci siamo mai conosciuti.

Quali sono i “doni”, i regali in termini di bellezze naturalistiche, storiche e culturali, che il territorio offre ai camminatori? Il Camminante/Pellegrino ha bisogno di conoscere. E i territori devono aprirsi sotto l’aspetto ambientale (ecco perché sono importanti i sentieri interni e non le strade), culturale/sociale (per capire da cosa proviene la realtà del territorio) e gastronomico per mostrare la stupenda alimentazione italiana derivante da millenni di storia

Dalla bellezza della natura alla bellezza del creato il passo è breve. Quanto conta l’aspetto mistico in questo tipo di esperienza? All’inizio e per molti secoli si camminava per espiare i propri peccati; oggi si cammina alla ricerca di se stessi, scendendo quanto più possibile nella propria anima. Per far questo ci si affida alla natura meravigliosa del Creato, ai magnifici segni che l’uomo ha lasciato nel suo passaggio, a quanto le popolazioni stanno facendo di buono per valorizzare la propria realtà.

Camminare è un viaggio spirituale e intimo, a contatto con la natura e la storia. E’ importante condividere il percorso con altre persone o è un viaggio che, a suo giudizio, va affrontato in solitario?
Mettersi in cammino significa cercare la felicità e questa la si raggiunge in qualsiasi modo: con la persona amata, con la propria famiglia, con gli amici o da soli con se stessi. L’importante è andare verso ciò che non si conosce, verso il giorno appresso superando problemi e prove che ci fanno star meglio anche se sono difficili da superare.

La Capitanata, crocevia di antichi percorsi e cammini storici e religiosi, è adeguata in termini di infrastrutture e servizi ad accogliere questo tipo di attività? La provincia di Foggia è la parte d’Italia più irrorata di Cammini. Diari di antichi Camminatori - studiati dal professore Infante dell’Università di Foggia - col quale interagisco per l’individuazione di tutti i miei Cammini, certificano passaggi importanti per la Daunia ed il Gargano. L’impegno dell’associazione, quindi, è anche quello di incrementare i punti di accoglienza per Camminatori/Pellegrini con l’aiuto degli Enti pubblici e privati e delle associazioni territoriali. Nel nascente sito www.camminacammini.com potrete seguire tutti gli sviluppi del grande lavoro che stiamo portando avanti coinvolgendo i nostri giovani soci e socie.

Quale cammino sogna di intraprendere in futuro?
Il mio prossimo Cammino, molto probabilmente, resterà solo un doloroso desiderio della mia anima. Vorrei percorrere i circa 12.000 km della Grande Muraglia cinese in un anno e mezzo. Un domani, forse, se Dio vorrà!

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n. 10 / Dicembre 2017

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