Gli infissi? Scegliamoli “intelligenti”

Gli infissi? Scegliamoli “intelligenti”

Un modo semplice per migliorare il comfort della propria casa. Vetri, finiture e serramenti: una guida alla scelta ottimale
di Simona Campanella - Architetto


Le normative attuali in materia di efficienza energetica premiano la scelta di “infissi intelligenti” per migliorare il comfort della casa. Ma come scegliere l’infisso giusto?
Innanzitutto, bisogna prestare attenzione ai materiali: la gamma per infissi è davvero ampia, con caratteristiche estetiche, di efficienza e durabilità diverse. Logicamente, non c’è il materiale perfetto, ma c’è sicuramente quello più idoneo alle esigenze di ognuno.
Il legno è il re dei materiali destinati a infissi e serramenti. Ha caratteristiche di elevato isolamento termico ed acustico. La sua resistenza è variabile a seconda dell’essenza scelta e del trattamento di finitura e necessita di discreta manutenzione (trattamenti e cicli di verniciatura). L’aspetto estetico è dato dal colore e dalla qualità di legno usata (legno massiccio, massello, truciolato, laminato, tamburato, compensato, MDF) e l’insieme di questi aspetti incide nettamente sui costi. Tra le finiture possibili ci sono laccature coprenti con effetto liscio, laccature “a poro aperto” che svelano il supporto sottostante, oppure vernici trasparenti e semitrasparenti che ne mantengono l’aspetto naturale.
L’alluminio, invece, è un materiale che ha trovato larga diffusione per la sua leggerezza, resistenza agli agenti atmosferici e semplicità di manutenzione e pulizia. E’ presente in varietà di finiture come l’anodizzazione (trattamento che rende la superficie più isolante), l’ossidazione dello strato superficiale, la verniciatura con tecniche a polveri o a sublimazione. L’alluminio, inoltre, è un conduttore naturale, caratteristica che lo rende meno performante nell’isolamento termoacustico. Ecco perché le camere d’aria dei profili di alluminio vengono “riempite” con listelli di materiale a bassa conducibilità termica, riducendo la dispersione termica del serramento.
Vi sono poi gli infissi in pvc (polivinile di cloruro), un materiale “termoplastico” che, se riscaldato a una temperatura di circa 200°, da solido diventa viscoso e modellabile. Quando si trova in questo stato viene estruso in vari profili che vengono poi tagliati e saldati tra loro per produrre infissi di finestre e porte. Su questa superficie, viene realizzata la finitura applicando pellicole sottilissime stampate a “effetto legno”. Il pvc è un eccellente isolante termoacustico, non ha bisogno di alcuna manutenzione ed è altamente resistente alle intemperie, per quanto i serramenti da esterni, tanto da risultare resistente agli attacchi corrosivi di inquinanti urbani e salsedine (caratteristica che invece manca all’alluminio). I materiali fin qui descritti possono essere anche combinati tra loro per ottimizzarne le caratteristiche e ottenere risultati migliori sia esteticamente che funzionalmente (infissi legno/alluminio, pvc/alluminio, pvc/legno, mix legno/pvc/alluminio).
Nella valutazione dell’infisso ideale, non bisogna dimenticarsi dei vetri, che costituiscono la parte essenziale del risultato prestazionale dell’infisso. Tra questi, il più comune è il vetrocamera (noto come “doppio vetro”) che presenta 2 lastre di vetro monolitiche spesse 4mm ciascuna, con uno spazio distanziatore (camera d’aria) e tenute da una canalina perimetrale riempita con sali minerali igroscopici che assorbono l’umidità in fase di assemblaggio. Il vetrocamera semplice è stato superato dai vetri basso-emissivi, che presentano all’interno della camera d’aria gas come l’argon, il kripton o lo xeno per garantire l’isolamento termico. Però bisogna fare attenzione che la scelta del vetro non risulti peggiorativa del comfort del locale, evitando l’umidità per la mancata ventilazione dei locali con infissi a tenuta quasi stagna e l’effetto serra causato dall’ipersoleggiamento estivo di locali esposti a est o sud-est, ad ovest o sud-ovest.
La soluzione allora qual è? Il vetrocamera selettivo, realizzato utilizzando dei vetri “magnetronici”, cioè basso-emissivi ma trattati con un processo apposito che fissa sulle lastre di vetro degli ioni d’argento che riflettono la maggior parte dei raggi caldi del sole estivo, continuando però a funzionare da vetri basso-emissivi nei periodi invernali.

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n. 10 / Dicembre 2017

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