Il mal di schiena… oltre i farmaci

Il mal di schiena… oltre i farmaci

Il dolore lombare è fra le patologie più diffuse e invalidanti
Sull’argomento, il centro di Medicina del Dolore degli OO.RR. di Foggia ha organizzato il 4° Convegno Dauno, in programma il prossimo 9 giugno
di Nicoletta Di Francesco - Anestesista

Il dolore lombare è fra le patologie più diffuse e invalidanti, quelle per cui ci si rivolge a diversi specialisti alla ricerca del farmaco miracoloso. Spesso si tratta di episodi che regrediscono spontaneamente nel giro di un mese, ma talora, di quelli che durano da anni, con una notevole compromissione della qualità di vita di chi ne soffre. A tutto ciò si associa un facile abuso di farmaci inappropriati e a volte anche dannosi per gli effetti collaterali e abitudini scorrette quali, per esempio, pensare che il riposo assoluto faccia bene, senza sapere che invece è concausa di ulteriore indebolimento muscolare e peggioramento dei sintomi.
Meglio, quindi, mantenere per quanto possibile le abitudini quotidiane, seguendo buone regole di comportamento (evitare i sollevamenti, le torsioni del busto e l’ immobilità), programmi di riabilitazione e un piano di cure per controllare il dolore. L’assunzione di farmaci va valutata insieme al medico di famiglia o allo specialista; la scelta dei farmaci va fatta in base all’intensità del dolore riferita dal paziente: antinfiammatori/ oppiacei/ miorilassanti per brevi periodi (di solito un mese). Se però il dolore persiste oltre le quattro - sei  settimane, occorre affidarsi a centri specialistici di terapia del dolore ed indagare, dopo un’accurata visita algologica, la presenza di discopatie erniarie o di altre patologie della colonna, facendo ricorso a TAC/Risonanza Magnetica ed Elettromiografia. In questo modo è possibile procedere con trattamenti analgesici a livello locale, oppure ricorrere a procedure chirurgiche mini-invasive fino a quelle più invasive che possono risolvere le situazioni di dolore acuto altrimenti non curabili con i farmaci.
L’infiltrazione dei punti trigger viene impiegata nelle sindromi miofasciali e prevede un’iniezione di analgesici nel punto di massimo dolore evocato alla digitopressione. L’analgesia peridurale prevede invece l’iniezione nel canale vertebrale di anestetico locale e cortisone  ed è efficace sia per le forme gravi di lombalgia refrattarie alla terapia farmacologica sia per il dolore non trattabile chirurgicamente oppure causato da una chirurgia discale non riuscita (Failed Back Surgery Syndrome).
Quest’ultima può far ricorso anche a tecniche di neurostimolazione (impianto di elettrostimolatore midollare), neuromodulazione spinale elettrica (Radio Frequenza Pulsata dei Gangli Spinali) o neuromodulazione farmacologica (infusione continua di morfina e anestetici locali nel canale vertebrale) ed epiduroscopia.
Il blocco anestetico delle faccette articolari, effettuato sotto controllo radioscopico, è indicato per i casi di lombosacralgia causati da spondiloartrosi delle faccette articolari posteriori, che non rispondono a terapie conservative; in caso di buona risposta con riduzione del dolore, si può procedere alla guarigione effettuando una denervazione faccettale con l’utilizzo della radiofrequenza. Considerando la massiva diffusione di questa patologia, il centro di Medicina del Dolore degli OORR di Foggia ha organizzato il 9 giugno presso la Sala Trecca dell’Ordine dei Medici il 40 Convegno Dauno sul mal di schiena. Nell’occasione si confronteranno le varie specialità medico-chirurgiche per valutare le nuove forme di cura del dolore lombare alla luce delle indicazioni fornite dalla legge n.38/2010.

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n. 10 / Dicembre 2017

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